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Torino, dove l’industria si fa turismo

dicembre 28, 2011

Vedere, da turisti curiosi, come i fornai torinesi tirano con maestria i raffinati grissini stirà e arrotolano con vigore i più rustici rubatà? Si può. E si può anche andare a vedere, da visitatori, Abarth che trasforma in “maggiorate” da rally la Punto e la Nuova 500 oppure Aurora che cesella penne diamantate da un milione di euro oppure ancora Guido Gobino che realizza le sue pepite di cioccolato. O magari Leone che scodella 100 chili di impasto bollente dai calderoni e passa per stampi e trafile centinaia di migliaia delle sue pastiglie storiche da Real Casa sabauda; Lavazza e Vergnano che tostano miscele illustri di caffè; Iveco e Fiat che aprono le porte dell’automotive; le marche del lusso (Azimut Yachts sul mare, Kristina Ti in passerella, Laura Tonatto nelle profumerie) che fanno grande il Made in Torino.
Succede nella capitale subalpina, dove la Camera di Commercio e Turismo Torino – l’ente promozionale della città e del territorio – offrono al pubblico in arrivo per musei, palazzi, chiese e monumenti anche una cosa che è novità o quasi per l’Italia: la visita d’impresa, versione specifica del turismo industriale che in giro per l’Europa muove gente e coinvolge aziende (un migliaio in Francia, il paese più attrezzato in questo settore).
Ci si prenota in piccoli numeri e in date precise. Ci si ritrova in piazza Castello lasciando arte e architetture del palazzo Reale e di palazzo Madama per dedicarsi alla modernità produttiva. Si parte in pullman per uno stabilimento o un laboratorio. Fanno 10 euro per due-tre ore di scoperte a diretto contatto con il mondo dell’industria. Interessa? Il 51,5 degli intervistati in un recente sondaggio torinese dice di sì e 1 su 10 se può partecipa.
A Torino sono 24 le aziende – e i marchi qualcuno in più – che hanno dato la disponibilità ad accogliere le visite d’impresa e che sono attrezzate con personale esperto in accoglienza (ma qualche volta sono proprio i padroni di casa a fare da anfitrioni e guide…). Tra le altre occasioni da citare, oltre a quelle già raccontate, le più curiose spaziano dalla triade del design Bertone-Giugiaro-Pininfarina alla New Holland motoagricola, dalla golosa Galup dei panettoni che fanno concorrenza alla tradizione milanese alla Martini & Rossi di fama internazionale; dall’altra triade del gianduiotto Caffarel-Peyrano-Giordano al Birrificio Torino che prepara bock e “chiare” deliziosamente artigianali; fino al prezioso laboratorio dell’Antica Ditta Marchisio celata tra le case di Borgo Dora, dove i macchinari targati Vicenza producono meraviglie per la Mattioli Gioielli e per una mezza dozzina di marchi mondiali al top dei top.
Emozionante più di tutto è poter girare tra i capannoni di quello che – sulla strada dalla città a Caselle – fu uno dei principali poli aeronautici nazionali e che oggi è tra i primi cinque poli aerospaziali europei. Vi lavora oggi la Alenia, con le sue articolazioni specializzate, e il turista-visitatore può incontrare un paio di “cose che gli altri umani possono solo immaginare”.
La prima è il modulo in montaggio che tra breve andrà a completare la Stazione spaziale internazionale, da dodici anni in orbita con la collaborazione di sedici paesi (l’Italia è quinta nella classifica d’importanza) e con un equipaggio-base di sei astronauti (con i quali è sempre acceso il collegamento audio-video). La seconda è il prototipo del veicolo di esplorazione e studio, armato di un “carotatore” da due metri, che nel 2018 scenderà su Marte per cercarvi nel sottosuolo le prove di una vita che forse ci fu.

INFO: per il calendario delle visite e per la prenotazione rivolgersi a Turismo Torino, telefono 011535181, e-mail info.torino@turismotorino.org, internet www.turismotorino.org/madeintorino.

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